Autunno significa molte cose e forse la manutenzione ordinaria della caldaia non è la più poetica né la prima che ci viene in mente. Ma sicuramente è una condizione essenziale al godimento di tutti quegli aspetti capaci di rendere anche quella che comincia con il 21 settembre una stagione davvero seducente.

L’autunno è una stagione di contrasti. Da un lato lo spettacolo dei colori che infiammano gli alberi, il profumo delle castagne cotte nei bracieri lungo le strade e il fascino delle prime nebbie che regalano quell’aspetto sospeso e misterioso ai luoghi che ci sono ben noti.

Dall’altro il freddo! L’umidità, la pioggia, il vento, le giornate che si accorciano e tutto il corteo di fenomeni metereologici che ci chiudono in casa a sospirare il ritorno del caldo.

Anche il nostro atteggiamento è contrastante: c’è chi inizia, il 21 settembre, a calcolare quanti giorni mancano alla primavera e chi invece saluta con incanto il fascino nuovo e quieto di un mondo che si calma e si prepara a 6 mesi di “letargo”.

In effetti, come non amare il piacere di un ritorno a casa, dopo un freddo pomeriggio trascorso a fare compere o sbrigare commissioni, accolti dal tepore confortevole di una casa calda, magari con la prospettiva di un rilassante bagno bollente.

Una prospettiva idillica. Sempre che la caldaia non sia andata in blocco. Perché a quel punto, più che una tana sicura e riscaldata ci aspetterebbe un antro freddo e umido. Allora sì che il fascino dell’autunno si trasformerebbe in un incubo.

Ecco perché è così importante la manutenzione della caldaia.

Ma gli aspetti legati alla manutenzione di quest’impianto non si limitano al nostro benessere psicofisico. Ci sono anche questioni economiche sotto. Una caldaia in buono stato è più efficiente e funziona meglio, scaldando di più con un minor spreco di energia. Prendersi cura della caldaia significa assicurarle una vita più lunga e mettersi al riparo da un esborso improvviso motivato dalla rottura di quella che avevamo.

E poi ci sono degli obblighi fissati dalla legge per prevenire eventuali incidenti e permetterci di godere il caldo in totale sicurezza: La normativa DPR 74/2013 fissa le tempistiche e la periodicità dei controlli e delle manutenzioni periodiche degli impianti termici.

Cosa si intende con manutenzione della caldaia?

Qui bisogna fare una distinzione tra

  • manutenzione ordinaria, ovvero tutte quelle operazioni di controllo e pulizia mirate al regolare funzionamento e alla preservazione dell’apparecchio (funzionamento, consumi, sicurezza): la cadenza è indicata dai produttori sul libretto d’uso e bisognerà far riferimento a quei parametri
  • controllo dell’efficienza energetica, detta anche controllo fumi, qui entrano in gioco termini come bollino blu o verde. È una manutenzione obbligatoria e comporta anche la stesura di un rapporto di controllo.

La manutenzione ordinaria

Come si può intuire la manutenzione ordinaria della caldaia richiede la pulizia e il controllo dello stato di “salute” dei componenti più sottoposti a usura: elettrodi, camera di combustione, ugelli gas, ventilatori ecc.

Oltre a questo, è utile eseguire:

  • prova di tiraggio della canna fumaria,
  • pulizia dello scambiatore lato fumi,
  • verifica dei dispositivi di protezione
  • pulizia dello scambiatore
  • regolazione del funzionamento dei dispositivi di comando e regolazione
  • controllo dei sistemi di protezione
  • controllo di eventuali perdite d’acqua
  • verifica della regolarità di accensione e spegnimento
  • ricerca ed eliminazione di eventuali ostruzioni

Nel caso della manutenzione ordinaria non c’è una frequenza stabilita per legge ma, come detto sopra, sono le diverse case produttrici a indicarla. L’utilizzatore della caldaia, proprietario dell’appartamento o inquilino che sia, è colui che deve assicurarsi che queste operazioni vengano eseguite dall’installatore o dal manutentore il quale deve riportare sul libretto della caldaia tutti i controlli effettuati.

Il controllo dell’efficienza energetica

In questo caso il controllo è imposto per legge e la frequenza varia a seconda della potenza dell’impianto e della sua fonte di alimentazione. Generalmente ogni 2 o 4 anni, tranne che per gli impianti con potenza maggiore di 100 kW alimentati a combustibile solido o liquido. In questo caso il controllo è annuale.

I risultati di tale controllo devono essere annotati sulle specifiche schede del libretto dell’impianto e sul Rapporto di Controllo dell’Efficienza Energetica. Questo verrà redatto in tre copie:

  1. una è rilasciata al responsabile dell’impianto
  2. una viene conservata dal manutentore
  3. una è inviata (dal manutentore) all’Autorità Competente per le ispezioni.

Cosa sono il bollino blu e verde?

 Fondamentalmente sono il modo per pagare i contributi. Grazie al bollino i contributi previsti per legge sono versati dalle aziende per conto degli utenti.

Il bolino viene applicato al rapporto di controllo e il colore cambia al variare della potenza dell’impianto.

  • Bollino blu: per impianti di potenza inferiore a 35 kW
  • Bollino verde: per impianti compresi tra 35 e 350 kW


Chi si occupa delle operazioni di manutenzione?

Per la pulizia della caldaia, sia nel caso della manutenzione ordinaria che in quello del controllo fumi è necessario l’intervento di una figura specializzata. La legge, infatti richiede che i controlli vengano effettuati “a regola d’arte”. Nel caso di un nuovo impianto se ne occuperà l’installatore. Successivamente, invece, sarà il manutentore a ricoprire quest’incarico.